Assassin’s Creed: il film che divide l’opinione pubblica

Si sa, i film basati sui videogiochi non sono sempre dei capolavori, nonostante un eventuale successo iniziale: spesso, complice la filosofia del “profitto piuttosto che ispirazione artistica”, queste pellicole sono realizzate pensando ad un pubblico di giovanissimi con il chiaro obiettivo di fare leva sulle attese per guadagnare il più possibile.
Non è una filosofia del tutto sbagliata: mettendosi dalla parte di chi i film li produce, è evidente che investire in un prodotto a basso rischio facendo affidamento su una larga base di fan possa apparire come la soluzione perfetta per rientrare dei costi e, magari, concentrarsi anche su progetti meno sicuri.

Ciò non toglie, però, che dal punto di vista tecnico e narrativo l’impegno sia spesso molto ridotto: nel corso degli anni, i videogiochi si sono evoluti, costruendo mondi da scoprire e presentando personaggi complessi, ai limiti, tormentati da una decisione o da un passato difficile, che sembra non lasciarli mai. I videogiochi, cioè, si sono sempre più avvicinati alla complessità della realtà, cercando di proporre trame avvincenti oltre che gameplay divertenti.
I film non sembrano essere andati di pari passo: chi sceglie di adattare un titolo particolarmente famoso, spesso “prende” solo gli elementi principali, quelli più conosciuti, creando, poi, una narrazione completamente diversa, che non sempre si aggancia all’originale.

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Assassin’s Creed, il film di Justin Kurzel uscito in Italia lo scorso 4 gennaio, ha diviso il pubblico proprio per questo motivo: i cambiamenti apportati alla storia ed alcuni limiti nelle scelte stilistiche hanno fatto storcere il naso a tantissimi, ma la spettacolarità delle scene d’azione e il peso di un cast stellare ha, invece, convinto molti altri.
La storia è vicina a quelle raccontate nei videogiochi: Callum Lynch, protagonista del film interpretato da Michael Fassbender, è un criminale in prigione, in attesa della pena di morte. Prima dell’inevitabile fine, viene salvato dalla misteriosa Abstergo, che, attraverso la sua macchina Animus, lo invia nel passato, precisamente nella Spagna del ’400, per contattare il suo antenato Aguilar: proiettato in questo mondo sconosciuto, Callum si trova nel mezzo dell’eterna lotta fra Assassini e Templari, nel tentativo di recuperare l’importantissima Mela dell’Eden.

Le critiche mosse al film sono piuttosto pesanti: c’è chi ritiene che la modernità abbia preso troppo spazio rispetto al fascino della Spagna dell’Inquisizione, che il film sia frettoloso e che ometta elementi fondamentali (per esempio, come mai Callum è diventato un criminale? Come è arrivato al punto in cui lo trova la Abstergo?), che il passato – elemento cardine – sia, in realtà, solo un pretesto per scene di lotta sicuramente emozionanti, ma vuote, che i personaggi non coinvolgano sufficientemente il pubblico e che l’elemento di “meraviglia” che spingeva tanti giocatori ad esplorare per ore il mondo dei vari capitoli di Assassin’s Creed sia totalmente assente.
Chi, invece, ha apprezzato la pellicola ha sottolineato la bellezza delle ambientazioni storiche, la bravura degli attori coinvolti (Fassbender, Cotillard, Irons, Gleeson…), il ritmo serrato, la trama mai noiosa e la costruzione di basi per una saga che potrebbe durare diversi anni.

Insomma, Assassin’s Creed ha generato una discussione che, si spera, possa portare non solo alla realizzazione di sequel meno controversi, ma anche ad un nuovo punto di vista sui videogiochi, che permetta adattamenti più precisi ed uno sforzo creativo ai massimi livelli.

Author: xbox

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